
Altro che turbolenze, ora lo spazio ci piove in testa e a bordo degli aerei c’è da preoccuparsi… dei detriti spaziali. Cosa succede quando un’astronave decide di rientrare sulla Terra… mentre tu sei in volo?
Immaginate questa scena: siete sull’aereo, cintura allacciata, snack in mano, playlist rilassante nelle orecchie…state per decollare e vi dite: “Dai, al massimo ci sarà un po’ di turbolenza”.
E invece tra le nuove voci del “possibili imprevisti durante il volo” compare anche “detriti spaziali in caduta libera“.
Sì, avete capito bene: spazzatura spaziale che cade verso la Terra, dove noi voliamo.
Frammenti spaziali e altri souvenir orbitali
Secondo uno studio della University of British Columbia, il rischio che frammenti di satelliti, pezzi di razzi e altri “souvenir” orbitali colpiscano un aereo è reale. E in alcune zone del pianeta è più concreto di quanto ci piacerebbe pensare.
Perché il cielo oggi è “affollato” e non parliamo solo di nuvole. Attorno alla Terra orbitano migliaia di oggetti: satelliti vecchi, bulloni vaganti, persino chiavi inglesi lasciate andare da astronauti distratti.
Quando questi oggetti decidono che è tempo di “rientrare”, alcuni si disintegrano nell’atmosfera. Ma altri… no. Alcuni arrivano giù interi, pronti a farsi notare con tutto il loro peso.
E indovinate quali sono le aree più a rischio?
Proprio quelle con maggiore traffico aereo. Lo studio parla di una probabilità annua dello 0,8% di impatto in volo, ma in regioni densamente sorvolate (tipo il nord-est degli USA o le megalopoli asiatiche), il rischio può arrivare fino al 26%. Cioè: uno su quattro. Non proprio un dettaglio.
Ok, ma se ci colpisce… che succede?
Non c’è bisogno di molta fantasia. Un frammento di metallo che piomba a centinaia di km orari può bucare la fusoliera, danneggiare un motore o — e qui viene il brivido — perforare un’ala. Non il genere di sorpresa che vuoi trovare tra le nuvole.
E a proposito di “sorprese in quota”: se pensavi che il paracadutismo fosse già abbastanza adrenalinico così com’è, ecco una nuova variabile da considerare — evitare in volo un pannello solare russo in caduta libera.
Non basta più aprire il paracadute e godersi la vista… ora serve anche schivare l’ex modulo di un satellite!

Ma il problema non finisce qui…la Stazione Spaziale Internazionale e i satelliti attivi devono fare lo slalom tra rifiuti spaziali. È un po’ come guidare su una superstrada piena di ferraglia… a 27.000 km/h.
Nel frattempo, qui sulla Terra, i rientri incontrollati di oggetti avvengono quasi ogni settimana.
Cosa possiamo fare (oltre a guardare il cielo con sospetto)?
Gli esperti dicono che servono misure serie, ora. Stiamo parlando di laser spaziali, reti orbitali, tracciamenti ultra-precisi. Non è fantascienza e alcuni progetti esistono già, ma siamo ancora lontani dal risolvere il problema.
Nel frattempo, noi terrestri possiamo solo sperare che il nostro volo non coincida con la discesa di un’antenna geostazionaria.
Il cielo, un tempo romantico, oggi è un po’ più… affollato. Che tu stia volando verso New York o buttandoti col paracadute a Dubai, occhio a quello che arriva dall’alto.
Benvenuti nell’era dei viaggi 2.0. Dove anche la spazzatura ha un piano di volo.
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