Paolo Arrigoni al Forum Duezerocinquezero di Padova

Durante il suo intervento al Forum Duezerocinquezero, il Presidente del GSE Paolo Arrigoni ha offerto un quadro chiaro e dettagliato sull’avanzamento della transizione energetica in Italia. Numeri alla mano, ha evidenziato i progressi fatti nel campo delle energie rinnovabili, i margini di crescita ancora disponibili e le strategie necessarie per raggiungere l’ambizioso obiettivo europeo: 131 GW di capacità installata da fonti rinnovabili entro il 2030. “Siamo a buon punto: alla fine del 2024 abbiamo raggiunto circa 75 GW. Ne mancano 56, ma il trend di crescita e gli strumenti attivati ci permettono di dire che l’obiettivo è alla nostra portata”, ha dichiarato Paolo Arrigoni al Forum 2050.

Crescita del fotovoltaico e obiettivi al 2030: i dati condivisi da Paolo Arrigoni al Forum 2050

Nel suo intervento, Paolo Arrigoni al Forum Duezerocinquezero, ha sottolineato come il fotovoltaico si sia affermato come la tecnologia rinnovabile più trainante in Italia. Dai pochi impianti installati nel 1999 si è passati a oltre 1.878.000 impianti fotovoltaici nel 2024, tra residenziali, industriali e utility scale. Questa espansione ha portato a una capacità di 37 GW solo dal fotovoltaico, pari a circa il 50% del totale installato da fonti rinnovabili.

Insieme a idroelettrico (21-22 GW) ed eolico (12-13 GW), il fotovoltaico costituisce l’asse portante del mix energetico verde italiano. “Nel 2023 abbiamo installato 7,5 GW di nuova capacità: se manteniamo questo ritmo, riusciremo a centrare il target 2030”, ha spiegato il presidente del GSE.

Un elemento chiave è il pacchetto di incentivi statali messo in campo per stimolare lo sviluppo delle rinnovabili: agrisolare, agrivoltaico, comunità energetiche, energy release, FER2 per le tecnologie innovative, e FERX per quelle mature. Complessivamente, questi strumenti coprono un potenziale di 85 GW, ben oltre quanto necessario per colmare il gap verso il 2030.

Comunità energetiche e biometano: Paolo Arrigoni al Forum Duezerocinquezero, spiega le leve della sostenibilità diffusa

Un altro pilastro evidenziato da Paolo Arrigoni al Forum Duezerocinquezero riguarda le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Oltre 500 configurazioni di autoconsumo collettivo hanno già ottenuto il via libera, a cui si aggiungono 200 progetti approvati nella fase transitoria e circa 350 domande in fase di valutazione.

Le CER rappresentano un nuovo modello energetico partecipato, capace di generare benefici ambientali, economici e sociali. Possono inoltre accedere a contributi del PNRR fino al 40% delle spese, se realizzate nei comuni sotto i 5.000 abitanti – soglia che il governo intende alzare a 30.000.

Altro asse strategico è la produzione di biometano, da realizzare tramite economia circolare e recupero degli scarti agricoli e alimentari. L’obiettivo è arrivare a 5 miliardi di metri cubi entro il 2030, pari all’8% del fabbisogno nazionale, con effetti concreti sulla riduzione della dipendenza energetica estera.

Il ruolo dell’efficienza energetica e del nucleare nella strategia italiana

La sicurezza del sistema energetico, secondo Arrigoni, passa anche per l’efficienza energetica, che il GSE promuove attraverso interventi sugli edifici residenziali e i processi industriali. “La miglior energia rinnovabile è quella che non si consuma”, ha sottolineato, facendo riferimento al principio europeo dell’Energy Efficiency First.

In ottica di medio-lungo termine, il Governo sta inoltre riaprendo il dibattito sul nucleare di nuova generazione, con reattori modulari sicuri e a basse emissioni. Questi impianti potrebbero fornire energia stabile e continua, compensando l’intermittenza di fotovoltaico ed eolico.

Una transizione condivisa: cittadini, imprese e istituzioni insieme

Nel suo intervento al Forum Duezerocinquezero, Paolo Arrigoni ha ribadito che la transizione energetica non può essere un processo calato dall’alto. Serve il coinvolgimento attivo di cittadini, imprese, enti locali e terzo settore. Le Comunità Energetiche, in questo senso, rappresentano un cambio di paradigma: un approccio collettivo alla sostenibilità, in grado di contrastare anche la povertà energetica e generare inclusione sociale.

“Le CER stanno diffondendo nel Paese la cultura della sostenibilità, per un uso più responsabile e condiviso dell’energia”, ha concluso Arrigoni.

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